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Nei pazienti diabetici e coronaropatici il controllo pressorio stretto non offre benefici

Un' analisi per sottogruppi dello studio INVEST ( International Verapamil SR-Trandolapril Study ) ha mostrato che nei pazienti con malattia coronarica e diabete mellito il controllo pressorio stretto non Ť associato ad un miglioramento degli esiti cardiovascolari rispetto al controllo usuale.

Líanalisi si Ť riferita a a 6.400 pazienti dei 22.576 partecipanti allo studio INVEST. I pazienti, presi in esame, avevano uníetŗ di almeno 50 anni, erano ipertesi e soffrivano di diabete mellito e di malattia coronarica.
Líarruolamento Ť avvenuto nel periodo 1997-2000; il periodo osservazionale si Ť protratto fino al 2008.

Nello studio INVEST, il trattamento di prima linea consisteva in un calcioantagonista o in un beta-bloccante, con l'aggiunta di un Ace inibitore e/o un diuretico con líobiettivo di raggiungere valori di pressione arteriosa sistolica inferiori a 130 mmHg e di pressione arteriosa diastolica inferiori a 85 mmHg.


I pazienti sono stati classificati in tre categorie sulla base del controllo pressorio raggiunto: a) controllo pressorio stretto nel caso in cui la pressione sistolica fosse inferiore a 130 mmHg; b) controllo pressorio usuale se la pressione sistolica era compresa tra 130 e 139 mmHg; c) non-controllati nel caso in cui la pressione sistolica fosse stata superiore o uguale a 140 mmHg.

Durante il periodo osservazionale Ť stato riscontrato un evento cardiovascolare nel 12.6% dei pazienti a controllo usuale e nel 19.8% dei pazienti non-controllati ( HR aggiustata, HR=1.46; p<0.001).

Nei pazienti a controllo stretto un evento cardiovascolare si Ť verificato nel 12.7% ( differenza non-significativa rispetto al gruppo controllo usuale: HR aggiustata, HR=1.11; p=0.24 ).

La mortalitŗ totale Ť stata pari allí11% nel gruppo controllo stretto, del 10.2% nel gruppo controllo usuale ( HR aggiustata, HR=1.20; p=0.06 ).
Quando sono stati inclusi anche i dati del periodo osservazionale, la mortalitŗ totale Ť risultata essere del 22.8% nel gruppo controllo stretto e del 21.8% nel gruppo controllo usuale ( HR=1.15; p=0.04).

Dallo studio Ť emerso che nei pazienti con malattia coronarica e diabete mellito il controllo pressorio stretto non Ť associato ad un miglioramento degli esiti cardiovascolari rispetto al controllo usuale. ( Xagena )

Fonte: Journal of American Medicine Association, 2010